La campagna elettorale di Putin

Certo che le campagne elettorali in Russia sono un po’ particolari, per usare un eufemismo. A quanto pare, nei prossimi dieci anni, le forze armate russe vivranno un processo di riarmo senza precedenti dalla fine della Guerra Fredda.

Nello specifico, le forze strategiche saranno dotate di quattrocento missili balistici di nuova generazione, oltre a sistemi missilistici anti-missile e una serie di innovazioni da far rabbrividire gli analisti di tutto il mondo: un migliaio di elicotteri da guerra, un centinaio di satelliti ad uso militare, seicento nuovi aerei, compreso i caccia di ultima generazione, cinquanta (!) navi da guerra e una trentina di sommergibili, tra cui otto sottomarini nucleari.

La lista della spesa è stata annunciata da Putin in un’intervista rilasciata alla Rossiskaja Gazeta e ripresa dalle principali agenzie di stampa internazionali.

Gran parte degli analisti politici sostiene che si tratti di propaganda elettorale, il primo ministro russo affronterà tra una quindicina di giorni le presidenziali nel paese, presentandosi quale candidato favorito.

Non c’è dubbio tuttavia, che l’imponente investimento, circa seicento miliardi di Euro in dieci anni, porterà ad un rinnovamento dell’arsenale strategico e tattico delle forze armate russe come non si vedeva dai tempi dell’Unione Sovietica.

L’intenzione ufficiale è rispondere all’aggressiva politica occidentale, volta a deformare gli equilibri strategici con l’introduzione dello scudo antimissile europeo e in grado, teoricamente, di annullare la minaccia balistica nucleare.

La realtà è che in queste intenzioni si intrecciano varie componenti, tra cui il crescente ruolo di rinascita del patriottismo russo, accompagnato da un peso sempre maggiore nelle politiche internazionali dopo gli ultimi due decenni di oscurantismo dalla caduta dell’Unione Sovietica.

Senza dimenticare l’intenzione di rilanciare l’economia interna, con un investimento pubblico monstre, in grado di diventare, nelle intenzioni del primo ministro, un volano per l’industria di Mosca. Negli anni Ottanta si disse che la gara intrapresa da U.S.A. e U.R.S.S. nella corsa agli armamenti, con il lancio dell’ambizioso (e fallito) scudo spaziale di Reagan, portò allo sgretolamento dell’Unione Sovietica, incapace di sostenere la corsa con la sua asfittica economia; oggi la situazione è molto diversa, ma il fatto che la nuova corsa agli armamenti consenta alla Russia una rinascita economica, anziché trascinarla nel baratro, è tutto da dimostrare.

Tutto questo si innesta sullo sfondo di una situazione internazionale sempre più imprevedibile, con lo stallo della situazione in Siria e l’incubo israeliano nei confronti del nucleare di Teheran, una zona del mondo senza pace, ma soprattutto senza la più pallida prospettiva di risoluzione.

O almeno così sembra.

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  • Mensajeroyr

    A esto puedes agregar que hay dictadores sudamericanos dispuestos a comprar la chatarra que Rusia ya no usará y a los que no importa si la situación social de la mayor parte de su población es dramática … en estos años ya se han comprado helicópteros de guerra, han caido unos cuantos ya, y aviones, tambien con accidentes lamentablemente fatales …